Simona MORBELLI - La Traversata
Simona MORBELLI - La Traversata

Simona MORBELLI : Verbier- St. Bernard La Traversata

Verbier-St.Bernard La traversée

Il podio che vale tutto.

Simona MORBELLI - La Traversata

Simona MORBELLI – La Traversata

Ci sono gare in cui non tutto fila come dovrebbe. Ci sono gare in cui ti accorgi che il tuo valore e’ un altro ma in quel momento sei castrato e non riesci ad esprimerti. Ci sono gare che valgono piu di altre. C e’ la Verbier-St Bernard. La mia gara dopo Zugspitz. La gara che vale piu di una vittoria in classifica generale con tutti i maschietti dietro.

Pensavo ancora a Grainau. Mi bruciava, per questo insieme a Fulvio abbiamo deciso di fare il mio lungo pre mare facendo una gara. Mi serviva internazionale, piena di partecipanti, in questo caso quasi un migliaio. Per questo ho scelto la gara regina, nonostante i km fossero « solo » 60 con piu di 4000+ volevo infilarmi un perttorale e correre.

Due giorni prima dello start la mia schiena di blocca. La gamba destra si fa avvolgere da un dolore fortissimo. Un danno motorio che mi impedisce di correre. Il mio nervo sciatico grida vendetta.

Una persona normale avrebbe detto no, cosa ci vado a fare in Svizzera conciata cosi? Ma c’era il Monte Zugspitz che mi stava sorridendo. No, non potevo fare finta di non vederlo. Con Fulvio iniziamo i trattamenti, ci guardiamo ma non parliamo. Entrambi sappiamo che il rischio e’ alto. Tra 40 giorni abbiamo un appuntamento molto importante, non devo fare errori.

Ed errori non ne ho fatti.

Simona MORBELLI - La Traversata

Simona MORBELLI – La Traversata

Ore 10.00. Start. Dopo meno di 20 metri il dolore iniza a farsi sentire. Proseguo ed e’ sempre peggio. Nello spazio di 10 dannati km passo da prima a quarta. E’ un momento difficile. Quasi ingestibile per la mia mente. Cerco di spingere ma non posso slanciare la gamba. Mi sembrava di correre su un tapis roulant. Ero ferma. Arrivo al Colle del St. Bernardo e non capisco chi sono. Laura mi chiede della gamba, Davide mi da un po di sali. Proseguo e prima di arrivare al 27 km, decido che non mi fermero’ finche’ la mia gamba mi consentira’ anche solo di camminare. Arrivo al ristoro, mi fermo, mangio, guardo a destra. Eccola, la seconda salita importante della gara. Dopo qualche minuto il nervo decide che puo’ scaldarsi, ci sono voluti quasi 30 km, meta’ gara per capirlo ma non e’ troppo tardi. Ne ho ancora 30 per andare a prenderle. Mi fa male ma almeno posso correre. Pioggia,neve, grandine,frane,fango da perdere le scarpe in corsa. Non mi interessa. Devo andare a prenderle. E cosi ho fatto. La terza, la seconda. Arrivo a meno di 1′ dalla prima all’ultimo ristoro. Discesa finale. Non chiediamo troppo al mio nervetto. Taglio il traguardo in seconda posizione felice di aver battuto la mia testa, il mio corpo, la mia Zugspitz. Ho corso una gara tutta in rimonta, una soddisfazione immensa. Adesso Grainau puo’ attendere. Io sto bene.

Grazie Simona

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